I “primini” non potevano mancare!

Inserito in Matematica da antonella - Nov 18 2008 -

LE QUATTRO OPERAZIONI

Anche i “primini” hanno voluto arricchire il nostro blog con le loro relazioni ottenute a seguito di un’attività realizzata ispirandosi al metodo del Cooperative Learning che coinvolge i ragazzi nel lavoro di gruppo per raggiungere un fine comune.

Questa modalità di azione favorisce lo sviluppo degli obiettivi di collaborazione, solidarietà, responsabilità e relazione con gli altri, efficaci anche per potenziare la qualità dell’apprendimento. L’apprendimento cooperativo, che trasforma l’insegnante tradizionale in insegnante facilitatore, consente ai ragazzi di acquisire competenze quali:
1. Interdipendere positivamente in una relazione
2. Ascoltare
3. Comunicare
4. Dare e ricevere aiuto
5. Gestire positivamente eventuali conflitti
6. “Agire” strategie efficaci per risolvere problemi e prendere decisioni

Il Cooperative Learning è una modalità d’interazione sociale in classe alla quale si può riconoscere la funzione di rappresentare un contesto educativo entro cui strutturare la costruzione sociale della conoscenza, la quale si costruisce nell’interazione con gli altri e di essa si arricchisce.
Questo è supportato dall’approccio costruttivista ed interazionista all’apprendimento che riconosce il ruolo di protagonista del soggetto che impara nello strutturare le proprie conoscenze all’interno dell’interazione sociale (si tiene conto, per esempio, delle idee di Vigotskij circa l’importanza del linguaggio nella costruzione del pensiero e di Piaget circa la valenza del conflitto socio-cognitivo nella costruzione del discorso argomentativo).

Articolazione dell’attività:

FASE MOTIVAZIONALE
I ragazzi sono stati informati riguardo alla “filosofia” del Cooperative Learning.

FASE ORGANIZZATIVA
Sono stati costituiti dall’insegnante 4 gruppi eterogenei. All’interno di ciascun gruppo, dopo breve discussione, è stato scelto il leader (guida il gruppo; controlla l’ordine degli interventi; incoraggia la partecipazione; controlla la rumorosità del gruppo; favorisce la condivisione di idee). Subito dopo i ragazzi si sono attribuiti gli altri ruoli: osservatore (riferisce sugli aspetti positivi e negativi del lavoro al termine dell’attività utilizzando una griglia di valutazione), verbalizzatore (riassume le idee del gruppo sia verbalmente che per iscritto; questo ruolo è stato assunto da tutti gli alunni, per loro scelta), timer (controlla i tempi di lavoro stabiliti; stimola il gruppo a restare nei tempi) e grafico (prepara cartelloni, schemi di sintesi).
Sono state illustrate dall’insegnante le modalità di compilazione delle schede da consegnare alla fine di ogni periodo di attività. Ad ogni gruppo è stata assegnata una delle quattro operazioni ed una scheda con quattro quesiti che dovevano servire come guida per organizzare la ricerca di informazioni.

FASE OPERATIVA
Ciascun gruppo ha organizzato il lavoro in modo autonomo. Al termine dell’attività tutti i gruppi hanno prodotto una relazione scritta (anche in formato digitale) e, su suggerimento degli stessi ragazzi, un cartellone riassuntivo. Ogni alunno ha consegnato una scheda individuale con osservazioni e impressioni.

FASE ESPOSITIVA
Tutti i membri dei gruppo hanno esposto oralmente ai compagni il lavoro svolto, fornendo esempi e ripetendo i concetti. E’ stato lasciato ai compagni il tempo per prendere appunti e per chiedere chiarimenti, in modo che la “spiegazione” fosse significativa per tutti.
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Modalità di verifica:
· Osservazione in itinere
· Relazione sull’attività svolta
· Esposizione della relazione
· Produzione individuale di “mappe concettuali” relative alle singole operazioni e alle quattro operazioni.
· Applicazione di quanto acquisito tramite quesiti ed esercizi tratti dal testo di aritmetica.

Materiali: libro di testo, griglie predisposte dall’insegnante, fogli per appunti, computer, floppy, pen-drive, cartoncini, pennarelli, forbici, colla o biadesivo.

Tempi: La durata dell’attività è stata di 9 ore ( 1,30 ore, fase motivazionale e organizzativa; 4 ore, fase operativa; 3,30 ore, fase espositiva).

CURIOSITA’ – Il Cooperative learning è un’attività interessante anche dal punto di vista dello sviluppo/potenziamento delle abilità METACOGNITIVE degli alunni che sono “costretti” a riflettere sul loro operato. Li avvia alla consapevolezza metacognitiva (strategie usate, risultati, difficoltà incontrate).

A tal fine si riporta una sintesi dei risultati dell’autovalutazione degli alunni, raffrontata con la valutazione degli osservatori.
Si può percepire dai risultati la presenza nei ragazzi di un discreto grado di consapevolezza riguardo al proprio operato.
Inoltre dal confronto tra le autovalutazioni dei singoli e quella degli osservatori si deduce una buona “sintonia” in due gruppi che sono quelli risultati effettivamente più organizzati ed affiatati anche sulla base delle osservazioni fatte dall’insegnante.

Ho collaborato alla buona riuscita del lavoro
Sì - 8
In parte –2
Secondo gli osservatori: Sì – 9; In parte - 1

Ho espresso le mie idee
Sì - 8
In parte –1
Non risponde – 1
Secondo gli osservatori: Sì – 7; In parte – 1; (un osservatore non risponde)

Ho chiesto agli altri le loro idee
Sì - 6
In parte –3
Non risponde – 1

Ho motivato le mie idee
Sì - 5
No - 2
In parte – 3
Secondo gli osservatori: Sì – 9; In parte - 1

Ho ascoltato con attenzione le idee degli altri
Sì - 7
No -1
In parte –2
Secondo gli osservatori: Sì – 7; No – 2; In parte - 1

Ho incoraggiato la partecipazione
Sì - 9
Non risponde - 1
Secondo gli osservatori: Sì – 10;

Ho offerto sostegno emotivo
Sì - 4
In parte – 5
Non risponde – 1

Ho cercato di non essere rumoroso
Sì - 8
In parte – 2
Secondo gli osservatori: Sì – 7; No – 2; In parte - 1

Ho rispettato le consegne
Sì - 8
In parte –1
Non risponde – 1
Secondo gli osservatori: Sì – 9; In parte - 1

Sono stato attento a rispettare i tempi
Sì - 7
In parte –2
Non risponde - 1
Secondo gli osservatori: Sì – 6; In parte – 3; (un osservatore non risponde)

Ho chiesto chiarimenti
Sì - 5
In parte – 5
Secondo gli osservatori: Sì – 7; In parte – 1; (un osservatore non risponde)

Ho offerto chiarimenti
Sì - 4
In parte – 5
Non risponde – 1
Secondo gli osservatori: Sì – 8; (un osservatore non risponde)
(continua…)

Seconda riunione del Ko.al.a.

Inserito in comitato alunni attivi da antonella - Nov 8 2008 -

Oggi il Comitato si è riunito per la seconda volta. Il segretario era assente pertanto ha verbalizzato Alice.

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Molte le decisioni prese … nonostante il tempo sia sempre troppo poco e le cose da discutere abbondino!

Simone preparerà il bando del concorso per la classe più RICICLONA. Alla fine di maggio verranno assegnati premi ed attestati a tutti gli alunni della classe che avrà effettuato nel modo migliore la raccolta differenziata. Si terrà conto anche dell’impegno degli alunni per tenere in ordine l’aula. Chi effettuerà i controlli? I ragazzi hanno deciso che saranno i responsabili della raccolta differenziata di ogni classe (classe1^: Gabriele e Jonathan; classe 2^: Brian e Elena; classe 3^: Simone e Candida) assieme alle collaboratrici scolastiche. I premi? Sarà chiesta alla Se.Ver.A una ulteriore collaborazione.

Giada ha finalmente riferito le richieste dei suoi compagni di prima:
- ingrandire il laboratorio del gusto;
- installare la porta del bagno dei maschi;
- mettere dei piccoli chiavistelli per poter chiudere le porte dei bagni;
- acquistare lavagne nuove;
ecc. ecc. …
Le richieste saranno “girate” all’Amministrazione Comunale.

Candida chiede per la terza la “dotazione” di materiali di facile consumo come negli anni scorsi e dichiara di essere disponibile a controllarne il corretto uso. Ai rappresentanti delle altri classi la cosa non interessa.

Alice comunica che lei e Serena (entrambe della classe seconda) hanno parlato con le mamme e sono disposte a portare a casa, per lavarle, le casacche che vengono utilizzate durante le ore di ed. fisica.

Simone sostiene che servono attrezzature per la palestra (palloni, aste, ecc) ed è disposto a farne un elenco da inviare al D.S.

Si predispone un MINI REGOLAMENTO che dovrà essere perfezionato e scritto al computer prima del prossimo incontro.

M.C.D. e m.c.m.

Inserito in Matematica da antonella - Nov 4 2008 -

Tre modi diversi di “vedere” lo stesso argomento.

RELAZIONE di Franceschini Giulia e Badagliacca Elena

M.C.D. = Massimo Comun Divisore

Si dice Massimo Comun Divisore fra due o più numeri il più grande dei divisori comuni.

Esempio:
20 = 1-2-4-5-10-20
40 = 1-2-4-5-8-10-20-40
M.C.D. = 20

Come si può calcolare il M.C.D.
1) Trovo i sottomultipli dei numeri dati (scompongo i numeri).
2) Calcolo il M.C.D. dei numeri, moltiplicando fra loro tutti i fattori comuni, prendendoli tutti una sola volta e con l’esponente più piccolo.

Esempio:
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20=2×2x5
24=2×2x2×3
M.C.D.= 2×2 = 4

Riepilogo: per calcolare il M.C.D. fra due o più numeri si scompongono i numeri dati in fattori primi, poi si moltiplicano fra di loro tutti i fattori comuni presi ciascuno una sola volta e con il più piccolo esponente.

In alcuni casi i numeri possono dirsi numeri primi fra loro…
Esempio:
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…in questo caso M.C.D. = 1 (perché non ci sono altri fattori comuni).

…ma non solo i numeri primi sono anche numeri primi tra loro:
Esempio:
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9=3×3
12= 2×2x3
16=2×2x2×2
M.C.D. = 1
(perché non ci sono, altri, fattori comuni).

Problemi con il M.C.D.

Un commerciante vuole preparare dei cesti regalo. Ha a disposizione 840 bottiglie di vino rosso, 134 di vino bianco, 670 succhi di frutta e 201 prosciutti. Se in ogni cesta deve esserci lo stesso numero dei vari componenti, quanti cesti può preparare al massimo quel commerciante?
Quante bottiglie di vino di vari tipi, succhi di frutta e prosciutti ci saranno in ogni cesto?

-Grazie all’aggettivo “massimo” possiamo capire che in questo problema dobbiamo usare il M.C.D. per risolvere il quesito.

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Risolvo:

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804=2×2x3×67
134=2×67
670=2×5x67
201=3×67

M.C.D. = 67

-Il commerciante potrà confezionare 67 cesti regalo.
-Per trovare la risposta alla seconda domanda, dobbiamo dividere ogni numero per 67 (numero cesti).

804 : 67= 12
134 : 67= 2
670 : 67= 10
201 : 67= 3

-Il commerciante dovrà mettere in ogni cesto:
12 bottiglie di vino rosso; 2 bottiglie di vino bianco; 10 succhi di frutta e 3 prosciutti.

m.c.m = minimo comune multiplo

Si chiama m.c.m (minimo comune multiplo) fra due o più numeri il più piccolo tra i multipli comuni ai numeri dati, diverso da zero.

Esempio:
2 = 4 – 6 - 8 …
3 = 6 – 9 – 12 …
m.c.m. = 6

Come si può calcolare il m.c.m.
1) Trovo i multipli dei numeri (moltiplicazione).
2) Scelgo il più piccolo tra i multipli comuni.

Calcolo del m.c.m. tramite la scomposizione in fattori primi.

1) Scompongo i numeri in fattori
2) Moltiplico fra loro i fattori comuni e non comuni presi una sola volta e con l’esponente più grande.

Esempio: 20 – 12 - 18

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20= 2×2x5
12= 2×2x3
18= 2×3x3

m.c.m. = 2×2x3×3x5 = 4×9x5 = 180

Riepilogo: per trovare il m.c.m. si moltiplicano fra loro i fattori comuni e non comuni presi una sola volta e con l’esponente più grande.

Problemi con il m.c.m.

Paolo, Mario e Andrea giocano a calcio e vanno ad allenarsi nella palestra comunale, dove oggi si sono ritrovati tutti e tre. Se Paolo va agli allenamenti ogni 3 giorni, Mario ogni 6 giorni e Andrea ogni 4 giorni, fra quanti giorni minimo si ritroveranno ancora tutti e tre insieme?

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La richiesta è “quando si troveranno nuovamente insieme”, poi per aiutarci nel problema c’è la parola “minimo” che già ci aiuta. Quindi in questo caso l’operazione da fare sarà con il m.c.m.

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3 = 3
6 = 2×3
4 = 2×2
m.c.m.= 3×2x2 = 3×4 = 12
Risposta:
Si ritroveranno insieme fra 12 giorni.
————–
Per capire che nel problema bisogna usare il m.c.m. dobbiamo certamente guardare la domanda. Se essa con il problema ci fa capire che dobbiamo sapere “dopo quanto tempo” avverranno due o più cose nello stesso momento, possiamo essere certi che il problema vuole farci calcolare con il m.c.m.
—————-
Cosa vuol dire scomporre un numero in fattori primi?

Vuol dire trasformare il numero in un prodotto di numeri (fattori) primi o loro potenze.

(continua…)

Ko.al.a. … si parte … col vento in poppa!

Inserito in comitato alunni attivi da antonella - Ott 28 2008 -

Ieri 27 ottobre, dalle ore 11.15 alle ore 12.15, si è svolta la prima riunione del Comitato.

A maggioranza assoluta è stato eletto presidente Trombi Simone che ha scelto come segretario Batista Felipe … subito messo di fronte al compito della stesura del verbale ….
I membri del Comitato si sono dimostrati molto propositivi e col desiderio di lavorare, sicuramente di più rispetto allo scorso anno.

E’ stata letta ed approvata una lettera (proposta dagli alunni del laboratorio “Differenziamoci”) da inviare alle famiglie assieme ad un volantino, contenente indicazioni sulla raccolta differenziata di multimateriale e carta, realizzato dall’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti: la Se.Ver.A.
Questo come primo passo per sensibilizzare il territorio ma … dalla discussione è emerso che oltre ad essere piuttosto interessati al problema rifiuti … i ragazzi hanno molte altre idee per estendere il coinvolgimento oltre l’ambito familiare.

Intanto, per spingere i compagni ad essere più attenti nel differenziare i rifiuti a scuola, è stata presa la decisione di organizzare un concorso per premiare la classe più “riciclona”.
Ma a chi affidare il compito di controllare come avviene la differenziazione dei rifiuti nelle classi? Tra le varie ipotesi è prevalsa quella di incaricare i “bidelli” che svuotando periodicamente i vari contenitori nelle classi possono valutare quale sia la classe più virtuosa.

Suona la campanella … Giada è un po’ delusa poiché non ha potuto comunicare le molte proposte e richieste dei suoi compagni di classe: la prima.
Sarà per la prossima volta … probabilmente il primo sabato di novembre.
Verrà ripreso anche il discorso sulla raccolta differenziata e si definiranno meglio le azioni da intraprendere, tutto questo però dopo aver realizzato un mini-regolamento del Comitato.

Comitato Ko.al.a 2008-2009

Inserito in comitato alunni attivi da antonella - Ott 19 2008 -

Ecco i nuovi membri:
Classe 1^: Gherardi Filippo e Davini Giada
Classe 2^: Batista Felipe e Sarteschi Alice
Classe 3^ : Bechelli Candida e Trombi Simone

Congratulazioni ai nuovi eletti e buon lavoro!

LA FOTO

Inserito in Matematica da antonella - Ott 19 2008 -

Si tratta di un’attività stimolante ed efficace anche per rafforzare la competenza di problem solving.

Ambiti concettuali trattati:
- La misura
- Rapporti e proporzioni
- Riduzioni in scala
- Trasformazioni geometriche
- Esprimere adeguatamente informazioni
- Intuire e immaginare, risolvere e porsi problemi, progettare e costruire modelli di situazioni reali, operare scelte in condizioni d’incertezza.

Competenze sviluppate
· Effettuare misure dirette e indirette di grandezze (lunghezze)
· Scegliere strumenti adeguati per effettuare misurazioni
· Stimare misure
· Esprimere, rappresentare ed interpretare i risultati di misure di grandezze.
· Riconoscere figure simili in vari contesti.
· Applicare le proporzioni in situazioni concrete: ingrandimenti e riduzioni in scala.
· Argomentare- rispettare punti di vista diversi – cambiare opinione se necessario
· Sviluppare il senso critico

Prerequisiti necessari ai ragazzi:
· Rapporti e proporzioni
· Misure nel sistema internazionale
· Uso degli strumenti di misura

Modalità di inserimento in classe: approccio, addestramento, verifica, altro,……
L’insegnante pone la situazione problematica alla classe lasciando il tempo necessario alla riflessione individuale: ogni allievo si approprierà del problema e comincerà a cercare delle strategie opportune. Successivamente si passerà alla discussione per sollecitare gli allievi a trovare strategie risolutive, si raccoglieranno le ipotesi e si procederà alla loro verifica per poi perfezionarle e giungere alla formalizzazione.

Modalità di lavoro per i ragazzi, individuale, a coppie, a gruppo:
L’attività è prevalentemente collettiva. La fase finale può essere individuale per consentire ai ragazzi di operare su foto personali e di redigere una relazione.

Difficoltà epistemologiche, concettuali
Rapporto tra realtà e rappresentazione. La grandezza da misurare non ha un andamento lineare nel tempo.

Ruolo dell’insegnante nelle varie fasi
Propone la situazione problematica, coordina la discussione ‘matematica’ attorno alla situazione-problema, facilita anche tramite domande stimolo.

Apporto delle nuove tecnologie
Si può usare la macchina fotografica e/o la telecamera digitale per documentare l’attività. Il computer per la visualizzazione delle immagini e per la stesura delle relazioni.

Tempo previsto per lo svolgimento dell’attività:
In classe: 4-5 ore.

Esercizi di rinforzo
· Realizzazione di foto (da parte dei ragazzi) che tengano conto dei vincoli necessari alla determinazione di misure sconosciute e loro utilizzo. Possibile compito: Calcolare l’altezza di alcuni monumenti, chiese, campanili del proprio paese usando la tecnica della fotografia.
· Individuazione di misure reali in contesti in cui le scale siano note (per es. carte di vario tipo).

Collegamenti con le altre discipline:
Tecnologia, geografia, ed. artistica, italiano

Modalità di verifica dell’attività
· Osservazione in itinere
· Relazione (individuale) sull’attività svolta
· Esposizione della relazione
· Applicazione di quanto acquisito in contesti diversi
(continua…)

I nostri ultimi articoli … per quest’anno!

Inserito in articoli da antonella - Giu 16 2008 -

Da oggi nelle pagine “Mondo Scuola”, “Attualità” e “Svago” potrete trovare gli articoli del secondo numero del giornalino che esce in veste insolita infatti, viste le numerose attività didattiche di cui siamo stati protagonisti negli ultimi mesi di scuola, abbiamo deciso di dare ampio spazio alla sezione “Mondo scuola” … trascurando un po’ le altre sezioni …

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BUONE VACANZE!!!
da tutta la REDAZIONE

GIORNATA MONDIALE SENZA FUMO

Inserito in articoli da antonella - Mag 31 2008 -

LUCCA - PALAZZO DUCALE - 30 maggio 2008

Gli alunni delle tre classi della Scuola Secondaria di 1^ grado di Gramolazzo hanno presentato il cd “Fumosi Orizzonti” e i manifesti realizzati nell’ambito del progetto “fumo e ambiente”.

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A volte la creatività dei ragazzi è davvero … sorprendente!

Di fronte a panorami stupendi invasi da minacciose nuvole di fumo verrebbe voglia di … URLARE
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E troppo spesso le persone non hanno rispetto per il patrimonio naturale e potrebbero trasformare il mondo in un … INCUBO
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E mettono anche a rischio la vita di altre persone e quella degli animali
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Tutto questo, del resto, è quasi inevitabile dal momento che …
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E che …
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E anche il nostro primo ambiente di vita molto spesso non è sicuro
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Così, oggi nuovi fantasmi abitano la torre di MINUCCIANO
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Ma a tutto questo noi diciamo …
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E quando si tratterà di scegliere TU
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Imparare giocando

Inserito in articoli da antonella - Mag 23 2008 -

“E’ sciocchezza cercar filosofia che ci mostri la verità di un effetto meglio che l’esperienza e gli occhi nostri”.
G. Galilei
——————-
Giovedì 24 aprile, l’attività didattica si è svolta alla Ludoteca Scientifica di Pisa.
I ragazzi guidati da giovani laureati, hanno potuto “toccare con mano” l’aspetto ludico delle scienze (fisica, chimica e geologia in particolare).

I giochi sono stati ideati per stimolare il gusto dell’ osservazione e dell’immaginazione, il desiderio di capire, il piacere di cercare e trovare delle risposte sulla base dell’esperienza vissuta e delle deduzioni logiche.

Queste sono alcune delle esperienze più apprezzate dai ragazzi di prima “media” …

Come gonfiare un palloncino con una reazione chimica? di Casotti Alberto

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Domande
Cosa succede al palloncino?
Si gonfia.
Come te lo spieghi?
Perché si forma un gas: l’anidride carbonica.

Descrizione dell’esperienza
Si prende un palloncino e una bottiglietta, si mette un po’ di aceto nella bottiglietta e del bicarbonato di sodio nel palloncino. Si attacca il palloncino alla bottiglia e si fa in modo che il bicarbonato si mescoli all’aceto. Si forma l’anidride carbonica e il palloncino si gonfia.

Approfondimento – Reazione chimica
NaHCO3 + CH3COOH = CH3COONa + CO2 + H2O
Questa è una reazione chimica, cioè è un processo mediante il quale gli atomi delle sostanze che reagiscono rompono I legami che li univano per formare nuovi legami e quindi nuove sostanze.
In ogni reazione chimica il numero complessivo degli atomi delle sostanze reagenti è sempre uguale al numero degli atomi presenti nei prodotti.

I reagenti sono:
NaHCO3 = bicarbonato di sodio
CH3COOH = aceto
I prodotti sono:
CH3COONa = acetato di sodio
CO2 = anidride carbonica
H2O = acqua

La Cromatografia di Canini Serena

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Domande
Quali pigmenti sono presenti all’interno dell’inchiostro verde di un semplice pennarello?
Sono il giallo e il blu.
Hai notato che il blu resta più in basso e il giallo arriva più in alto?
Sì, ho notato questa caratteristica e ciò è dovuto al fatto che le molecole del pigmento giallo si “legano” più facilmente all’acqua che le “trascina” meglio.

Descrizione dell’esperienza
Nel laboratorio di chimica abbiamo eseguito, tra i vari esperimenti, la cromatografia, cioè una tecnica di separazione di pigmenti colorati.
Abbiamo preso un foglietto di carta, sul quale abbiamo fatto un punto con un pennarello di colore verde; abbiamo immerso il foglietto in un bicchiere con acqua. In breve tempo la carta ha assorbito l’acqua e il punto colorato si è trasformato in due macchie colorate, infatti il verde si è diviso in colori primari (giallo e blu) che corrispondono ai pigmenti contenuti nell’inchiostro del pennarello verde.
Una caratteristica che ho notato, abbastanza curiosa, è che il giallo è salito più in alto, mentre il blu è rimasto in basso.
Grazie a questo esperimento (che ho voluto fare anch’io) ho imparato, oltre che un nuovo termine: cromatografia, anche che i colori si possono dividere in colori primari e che queste sostanze colorate sono dette pigmenti.

Approfondimento - Cromatografia
La cromatografia è una tecnica consistente nella separazione per assorbimento, per mezzo di sostanze adatte, di due o più componenti di una miscela di sostanze, specialmente organiche.

La cromatografia fu introdotta nel 1911 dal botanico russo Tswett, per separare i diversi componenti di un estratto vegetale; egli utilizzò come materiale assorbente ossido di alluminio suddiviso finissimamente. Il metodo fu usato in origine per la separazione di sostanze organiche come aminoacidi, glucidi, vitamine, poi nel 1937 Schwab estese le applicazioni della cromatografia alla separazione di sostanze inorganiche.
La cromatografia si esegue di solito in colonne, cioè si prepara un tubo contenente le sostanze assorbenti e se ne immerge una estremità nella soluzione da esaminare.
I vari componenti vengono diversamente assorbiti e salgono nel tubo a diversi livelli. Possono quindi essere riconosciuti (per esempio) per il diverso colore. La separazione può avvenire anche per estrazione, ciò consente di operare con quantità piccolissime di sostanze.

Più semplicemente la cromatografia può essere praticata per mezzo di carta da filtro: striscioline di carta da filtro vengono immerse con una loro estremità nel liquido in esame; i diversi componenti vengono assorbiti diversamente (questo dipende da vari fattori: dalla struttura del materiale adsorbente, dal peso molecolare dei diversi componenti, dal tipo di eluente – acqua, alcool, benzina, ecc.), arrivano cioè per capillarità a diversi livelli nella striscia di carta da filtro, sulla quale appaiono i diversi colori dei singoli componenti. Questo metodo prende il nome di cromatografia su carta.

Perché non scoppia? di Casolari Andrea

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Domande
Se si avvicina una fiamma al palloncino pieno d’acqua, cosa succede?
Il palloncino non scoppia.

Descrizione dell’esperienza
Si avvicina una fiamma ad un palloncino pieno d’acqua, ci si aspetterebbe un bello scoppio, invece no! Questo perché quando si riscalda la gomma questa trasmette subito il calore all’acqua contenuta nel palloncino. Finchè l’acqua non è calda il palloncino non scoppia.

Approfondimento – Propagazione del calore
Se poni due corpi a contatto, ottieni sempre un passaggio di calore dal corpo più caldo al corpo più freddo, quest’ultimo infatti, assorbe energia dal corpo caldo. Mentre il corpo freddo si riscalda, il corpo caldo si raffredda, non perché gli viene trasferito del freddo ma perché perde energia.
Questo passaggio di energia continua fino a quando viene raggiunto l’equilibrio termico, ossia fino a quando i due corpi arrivano a possedere la stessa temperatura.
Il passaggio di energia termica avviene in modo diverso a seconda che si tratti di corpi solidi o fluidi (liquidi o gas) e a seconda che lo scambio avvenga in presenza di aria o nel vuoto.

L’elettrolisi di Ferri Mattia

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Domande
Tutti sanno che per indicare l’acqua si usa la formula chimica H2O, cosa significa?
Significa che nell’acqua ci sono due atomi di idrogeno (H) e un atomo di ossigeno (O).

Descrizione dell’esperienza
Quando siamo arrivati, l’elettrolisi era già stata realizzata. La guida ha acceso un accendino sotto una provetta con l’idrogeno che ha fatto uno scoppio. Poi ha accostato vicino alla provetta con l’ossigeno un pezzo di carta appena spento e si è riacceso, perché l’ossigeno è un comburente.

Approfondimento – L’elettrolisi
Elettrolisi significa “scomporre attraverso l’elettricità”.
MATERIALI
vaschetta di vetro
2 provette
2 elettrodi di grafite collegati ciascuno ad una pila da 4,5 volt
acqua
acido solforico (qualche goccia)
ESECUZIONE
§ Riempire d’acqua la vaschetta
§ Aggiungere con cautela qualche goccia di acido per favorire il passaggio di corrente
§ Riempire d’acqua le 2 provette e immergerle nella vaschetta facendo in modo che non vi entri aria
§ Infilare sotto le provette gli elettrodi collegati alle pile
RISULTATI
Al passaggio di corrente, vicino ai 2 elettrodi si formano delle bollicine di due gas che si raccolgono nella parte alta delle provette. Uno dei due gas si forma in quantità doppia dell’altro. E’ l’idrogeno che nella molecola di acqua è doppio rispetto all’ossigeno.

Limatura di ferro di Franceschini Giulia

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Domande
Che cosa senti quando avvicini due calamite?
Sento una forza che le respinge oppure le attrae pur rimanendo a distanza l’una dall’altra.
Cosa c’è nel mezzo? E’ qualcosa di visibile?
Fra due calamite si crea un campo magnetico, invisibile.

Descrizione dell’esperienza
Se si mettono due calamite con i poli opposti ai due lati di una scatola di plastica trasparente con dentro limatura di ferro, questa viene attirata dalle due calamite e rimane sospesa, come tanti fili che partono da una calamita e vanno all’altra. E’ come un’immagine del campo magnetico.

Approfondimento
La forza attrattiva di qualunque calamita non è uniforme, infatti è massima ai poli e diminuisce verso il centro. Lo spazio dove agiscono le forze attrattive si chiama “campo magnetico” al suo interno si trovano delle linee invisibili chiamate “linee di forza” (linee lungo le quali il campo magnetico è più intenso): queste vanno dal polo nord al polo sud e viceversa. Con la limatura di ferro ed una calamita si possono visualizzare queste linee.

Il mulino a luce. di Badagliacca Elena

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Domande
Sei mai stato al sole con una maglietta nera?
Sì.
Hai sentito quanto scalda rispetto ad una bianca?
Scalda molto di più.
Metti il mulino vicino ad una lampadina o esponilo ai raggi solari; le pale del mulino iniziano a girare, da quale parte?
Dalla faccia nera verso quella bianca.

Descrizione dell’esperienza
Per realizzare l’esperimento occorre una “lampadina speciale”, con delle pale dentro con una faccia nera ed una bianca. Se mettiamo questa “lampadina” al sole, le pale iniziano a girare dalla parte nera verso la bianca. Questo perché il nero attira l’energia solare, infatti quando noi indossiamo una maglietta nera abbiamo più caldo rispetto a quando ne portiamo una bianca.

Approfondimento - Radiometro
Questo apparecchio in realtà è detto: radiometro di Crookes.
Nel 1873, il grande sperimentatore, Sir William Crookes sviluppò un particolare tipo di radiometro, uno strumento per misurare l’energia radiante della luce. Lo strumento consiste in una piccola elica a 4 pale: ogni pala ha una superficie annerita e una bianchissima. Le pale sono collegate ad un mozzo centrale che può ruotare sopra la punta di un ago. Tutto il meccanismo è rinchiuso in un bulbo di vetro dal quale è stata estratta l’aria, ma non tanto da creare un vuoto perfetto.

Quando la luce colpisce il radiometro, l’elica inizia a girare nel senso in cui avanzano le superfici chiare delle palette, come se si manifestasse una spinta maggiore sulle facce scure.

Non fu immediato comprendere il principio di funzionamento; l’inventore stesso credette che fosse la “pressione della luce” ad azionare l’elica.
Si pensò allora che fossero le molecole del gas rarefatto all’interno del bulbo a far muovere le pale. Essendo il gas più caldo in prossimità delle facce nere, le molecole urtano queste facce più energicamente rispetto alle facce bianche; l’effetto dovrebbe essere il movimento dell’elica.

La risposta non era così semplice. Fu Osborne Reynolds a sottoporre alla Royal Society un manoscritto in cui veniva data una spiegazione del fenomeno in termini di flusso di gas dalle zone più calde a quelle più fredde. La spinta del gas che passa dalla zona calda (lato nero) alla zona fredda (lato bianco) si genera al bordo della pala (e non su tutta la superficie della stessa) quando le molecole scavalcano il bordo stesso.

Paraboloidi di Prosperi Gino

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Domande
Accendi la lampadina in corrispondenza del primo paraboloide e metti un pezzo di carta nella molletta del secondo paraboloide. L’energia luminosa della lampadina si concentra sulla carta, cosa accade?
Il pezzo di carta prende fuoco perché l’altro paraboloide trasmette l’energia luminosa.
Come si chiama il punto dove è posizionata la lampadina?
Fuoco ed è il punto dove si concentrano i raggi luminosi.

Descrizione dell’esperienza
Due paraboloidi messi distanti, ma in asse, di cui uno ha nel fuoco una lampadina e l’altro uno scontrino. Se accendiamo la lampadina vediamo che lo scontrino brucia. Questo accade perché l’energia luminosa della lampadina va a riflettere nel punto centrale del paraboloide (fuoco) e si “sposta” verso l’altro paraboloide nel punto dove c’è lo scontrino.

Approfondimento – Specchi curvi
Gli specchi curvi, importanti per le loro applicazioni scientifiche, sono formati da una porzione più o meno estesa di calotta sferica con una delle due superfici riflettente.
Se la superficie speculare è interna alla calotta lo specchio è concavo, se la superficie è esterna lo specchio è convesso.

Gli specchi concavi vengono usati nel telescopio perché ingrandiscono corpi celesti molto lontani; quelli convessi negli specchietti retrovisori perché pur dando un’immagine rimpicciolita, permettono di inquadrare una più ampia porzione di spazio.

Ogni specchio curvo ha degli elementi fondamentali. Il punto più importante è il fuoco che negli specchi concavi è reale, cioè vi si raccolgono realmente i raggi luminosi riflessi; esso si trova a metà tra il vertice della calotta e il suo centro.

Se si orienta uno specchio concavo verso il sole e si mette nel fuoco un foglio di carta o un cerino, si incendieranno: l’energia luminosa si trasforma in calore.
Specchi di questo tipo vengono detti ustori, perché a causa della concentrazione dei raggi luminosi nel fuoco, possono provocare incendi.
Dice la leggenda che Archimede abbia incendiato le navi romane ferme nel porto di Siracusa, sfruttando come specchi scudi di metallo.

Sfera e disco al plasma di Casotti Silvia

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Domande
Guarda i filamenti di luce: che colore e forma hanno?
Hanno un bel colore fucsia-blu chiaro. Hanno la forma di piccoli fili colorati che girano per tutta la sfera.
Cosa succede se avvicini un dito al vetro?
I filamenti luminosi vanno dal centro della sfera al vetro
Se avvicini un tubo al neon cosa succede?
Il tubo al neon si accende.
Se poni uno schermo di metallo tra la sfera e il neon, che succede?
Non succede niente. La lastra di metallo blocca l’energia, quindi il neon non si accende.
Se avvicini una lampadina cosa succede?
Come nel caso del neon, la lampadina si accende.

Descrizione dell’esperienza
E’ davvero uno spettacolo! Appena ci hanno acceso la sfera, questa ha fatto colpo. Per prima cosa ci hanno fatto toccare con le dita i “filamenti luminosi”. Eravamo tutti impressionati nel vedere che i “mini fulmini” seguivano le nostre dita. Poi con una piccola lampadina abbiamo osservato che avvicinandola questa si accendeva. Questo esperimento mi è piaciuto molto, anche perché ha davvero un bell’effetto scenico!

Approfondimento
Il nome “sfera al plasma” deriva dal fatto che dentro la sfera c’è effettivamente un plasma, cioè un gas molto ionizzato ( ioni = atomi che hanno ceduto o acquistato elettroni) e ad alta temperatura. La sfera si illumina poiché il campo elettromagnetico prodotto dal nucleo centrale, e in grado di mettere in movimento gli ioni del gas. Questi ioni acquistano energia sufficiente per eccitare altre molecole con un processo a cascata. Le molecole eccitate in seguito emettendo energia sottoforma di onde elettromagnetiche, anche nel campo del visibile.Il sistema è realizzato essenzialmente grazie ad una notevole differenza di potenziale con una corrente a frequenza di circa 30 kHz. In pratica siamo di fronte ad una antenna che crea un campo elettrico intenso. le scariche sono date da un gas rarefatto all’interno dei contenitori, in modo simile ai comuni tubi al neon.

Avvicinando un dito alla sfera la scintilla che scocca è più intensa delle altre, questo accade poiché la differenza di potenziale tra il dito e l’elettrodo al centro della sfera è grande. Ciò significa che lungo la congiungente dito – elettrodo il campo elettrico è maggiore, quindi in quella direzione la ionizzazione del gas è più intensa, così come i fenomeni luminosi ad essa associati.

Il campo non è limitato all’interno dei contenitori.
Un tubo al neon avvicinato alla sfera si illumina per effetto del campo elettrico associato alle onde elettromagnetiche. Se si interpone tra la sfera e il neon un foglio di alluminio o una lastra metallica, il neon non si illumina perché le onde elettromagnetiche vengono bloccate.
L’effetto scenico è assicurato: lampi colorati saettano dentro la sfera e il disco, appaiono a comando e danzano dolcemente.

Ruota e sedia girevole.
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Un’eruzione vulcanica fatta in casa …

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PINOCCHIO

Inserito in articoli da antonella - Mag 10 2008 -

Oggi i ragazzi della “media” di Gramolazzo hanno partecipato alla rassegna “Teatro della scuola” che ogni anno si tiene a Bagni di Lucca (LU) e che coinvolge sia scuole toscane che di altre regioni.

La scelta di un “classico” come Pinocchio non è occasionale, ma si colloca in un percorso educativo-didattico che ha coinvolto tutte le scuole dell’Istituto Comprensivo di Piazza al Serchio.

Ragazzi ed insegnanti hanno lavorato molto per mettere in scena un libero adattamento di un musical dei Pooh. Anche i genitori hanno collaborato realizzando molti dei costumi indossati dai ragazzi.

I molti applausi degli spettatori e gli apprezzamenti ricevuti hanno gratificato gli “attori in erba” che, nonostante l’emozione, hanno dato il massimo!

Ecco alcune immagini della giornata … prima della rappresentazione …

… nei “camerini” …bagni-lucca-011.jpgbagni-lucca-019.jpgbagni-lucca-013.jpgbagni-lucca-020.jpgbagni-lucca-017.jpgbagni-lucca-016.jpgcopia-di-bagni-lucca-018.jpgbagni-lucca-021.jpgbagni-lucca-023.jpg

… sul palco …

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