Relazione del Mar.A.s.UPS Giuseppe Lucchesi -12.12.2008
In occasione del 60° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lucca, ha ritenuto di far effettuare ai Comandanti delle Stazioni Carabinieri di tutta la Provincia, un incontro sia con gli studenti delle scuole medie che con quelli delle superiori, al fine di formare uno stretto rapporto con la conoscenza ed il rispetto delle regole che governano il convivere democratico c.d. “Educazione alla Legalità â€. Per reprimere da subito ogni forma di illegalità , combattere ogni forma di sopruso, per una migliore convivenza tra diversi, nel rispetto delle regole, per una società più giusta e per vivere le leggi come opportunità e non come limiti.
In Italia esistono un gran numero di Leggi, Regolamenti e disposizioni varie, ma ogni norma approvata o ancora da approvare, non deve contrastare con la nostra Legge fondamentale che è la Costituzione Italiana.
Uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione è l’art. 3 il quale recita “TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITÀ SOCIALE E SONO EGUALI DAVANTI LA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE , DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI ecc…â€
Dato che il successivo art. 54 dispone che “TUTTI I CITTADINI HANNO IL DOVERE DI ESSERE FEDELI ALLA REPUBBLICA E DI OSSERVARNE LA COSTITUZIONE E LE LEGGI. I CITTADINI CUI SONO AFFIDATE FUNZIONI PUBBLICHE (quali Noi carabinieri) HANNO IL DOVERE DI ADEMPIERLE CON DISCIPLINA ED ONORE, PRESTANDO GIURAMENTO NEI CASI STABILITI DALLA LEGGEâ€
Appare evidente che per una convivenza tra persone, dobbiamo quindi rispettarci gli uni con gli altri, ed a tal proposito mi preme sottolineare ed affrontare il tema del c.d. “bullismoâ€
Il bullismo viene definito come un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona – o da un gruppo di persone – più potente nei confronti di un’altra persona percepita come più debole.
Ci sono una serie di comportamenti che se ripetuti frequentemente possono essere identificati con il termine di bullismo soprattutto se chi li subisce non riesce a difendersi, ad esempio:
Ø Ricevi insulti o minacce;
Ø Ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere;
Ø Ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro;
Ø Diffondono voci maligne su di te;
Ø Ti offendono per la tua razza, per il tuo sesso o per la tua religione;
Ø Fanno sorriseti e risatine mentre stai passando;
Ø Parlano in codice se sei presente;
Ø Ricevi sms, e-mail e telefonate offensive;
Ø Ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini;
Ø Ti costringono a fare cose che non vuoi;
Ø Ti rubano o nascondono i libri, la merenda od altre cose.
Vi ricordo che non si tratta di bullismo se due ragazzi o due gruppi di ragazzi litigano fra loro o si picchiano perché, in questi casi, esiste una parità di forza. Ma soprattutto non è bullismo quando qualcuno attacca o minaccia un coetaneo con un coltello, procura ferite gravi o compie molestie o abusi sessuali, questi comportamenti sono dei veri e propri reati.
Le caratteristiche distintive del bullismo sono: L’intenzionalità , la persistenza nel tempo, l’asimmetria della relazione, cosa vuol dire?
• L’intenzionalità .
Il bullo agisce con l’intenzione e lo scopo preciso di dominare sull’altra persona, di offenderla e di causarle danni o disagi.
• La persistenza nel tempo.
Di solito gli episodi sono ripetuti nel tempo e si verificano con una frequenza piuttosto elevata.
• L’asimmetria della relazione.
Ciò significa che c’è una disuguaglianza di forza e di potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l’altro sempre subisce, senza riuscire a difendersi.
Tre sono le principali forme di bullismo: diretto fisico, diretto verbale e indiretto.
Il bullismo diretto fisico consiste nel picchiare, prendere a calci e a pugni, spingere, dare pizzicotti, graffi are, mordere, tirare i capelli, appropriarsi degli oggetti degli altri o rovinarli.
Il bullismo diretto verbale implica il minacciare, insultare, offendere, prendere in giro, esprimere pensieri razzisti, estorcere denaro o beni materiali.
Il bullismo di tipo indiretto, invece, si gioca più sul piano psicologico, è meno evidente e più difficile da individuare, ma non per questo meno dannoso per la vittima. Esempi di bullismo indiretto sono l’esclusione dal gruppo dei coetanei, l’isolamento, l’uso ripetuto di smorfie e gesti volgari, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima, il danneggiamento dei rapporti di amicizia.
A differenza di quanto comunemente si ritenga, il bullismo è un fenomeno che riguarda sia i maschi che le femmine; si esprime però in modi differenti nei due casi.
I maschi mettono in atto prevalentemente prepotenze di tipo diretto, con aggressioni per lo più fisiche ma anche verbali. Tali comportamenti sono agiti nei confronti sia dei maschi che delle femmine.
Le femmine, invece, utilizzano in genere modalità indirette di prevaricazione e le rivolgono prevalentemente verso altre femmine.
(continua…)