Ieri pomeriggio si è svolta l’assemblea preparatoria alla costituzione delle Associazioni Cooperative Scolastiche che, martedì 9 marzo, verranno formalizzate alla presenza di un rappresentante della Confcooperative di Lucca.
Ai ragazzi della Scuola Secondaria di 1^grado di Gramolazzo è stato illustrato: cos’è una cooperativa e cosa la distingue dalle altre imprese, quali sono i principi su cui si basano le cooperative e qual è la struttura organizzativa. Il tutto tramite una presentazione che ha offerto ai “futuri soci” momenti di riflessione e di verifica. Queste tematiche verranno approfondite anche tramite un incontro, che si terrà nei prossimi giorni, con alunni e docenti di diritto dell’ I.T.C.G. “Campedelli” di Castelnuovo Garfagnana.

E’ seguita una discussione per definire nome e logo delle ACS, attività da svolgere, quota associativa e per individuare possibili soci onorari o sostenitori.
Infine, si sono svolte le votazioni (che i ragazzi hanno voluto con voto segreto), per eleggere i presidenti delle due ACS.
Sono risultati eletti:
ACS che ha lo scopo di produrre e diffondere il giornalino scolastico
Ferri Michele (Presidente) e Prosperi Gino (Vicepresidente-Segretario)
ACS che ha lo scopo di produrre e commercializzare oggettistica
Canini Serena (Presidente) e Romei Silvia (Vicepresidente-Segretario)
Agli eletti un “In bocca al lupo!” per l’impegnativo e del tutto nuovo compito che li attende.
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di Prosperi Gino
L’ esagono è un poligono regolare (un poligono è regolare quando tutti i suoi lati e tutti i suoi angoli sono congruenti fra loro), con sei lati di uguale lunghezza e con i sei angoli congruenti ossia di uguale ampiezza.Â
Infatti: ESA significa SEI e GONOS significa ANGOLO. Â
Un esagono si dice inscritto in una circonferenza quando i suoi vertici sono punti della circonferenza e quindi tutti equidistanti dal centro; il segmento che va dal vertice al centro della circonferenza è il raggio della circonferenza.
Vogliamo dimostrare che in un esagono regolare il lato è uguale al raggio della circonferenza circoscritta.
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di Elena Badagliacca, Serena Canini, Andrea Casolari e Ilenia Iacopi
Circonferenza: è una linea chiusa formata da tutti i punti del piano che hanno la stessa distanza da un punto interno O.
Questo punto O si chiama centro della circonferenza e la distanza fra i punti della circonferenza e il centro si chiama raggio della circonferenza.
Particolarità : il centro coincide sempre col punto nel quale viene puntato il compasso.
Cerchio: e la parte di piano racchiusa da una circonferenza che ne costituisce il contorno.
Punti, rette e circonferenze
I punti del piano su cui giace una circonferenza possono essere:
- interni se la loro distanza dal centro è minore del raggio
- appartenenti se la loro distanza dal centro al raggio
- esterni se la loro distanza dal centro è maggiore del raggio
Una retta giacente sullo stesso piano di una circonferenza può essere:
- secante quando ha in comune con la circonferenza 2 punti e la distanza dal centro è uguale al raggio.

- tangente quando ha in comune con la circonferenza 1 punto e questo si chiama punto di tangenza. Tangente e raggio sono perpendicolari.

- esterna quando non ha punti in comune con la circonferenza e la sua distanza è maggiore del raggio.

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Per navigare non basta mettere in mare un’imbarcazione e salirci sopra ma bisogna avere conoscenze precise (del mezzo, delle modalità di navigazione, del contesto-ambiente in cui si vuole navigare), un programma di navigazione, una meta. Lo stesso vale per la navigazione in internet; la metafora calza a pennello!
Saper navigare, sicuramente ridurrà al minimo i “rischi della navigazione†e
potrà trasformare l’esplorazione del Web in una vera e propria “esperienza
educativaâ€, come sostengono Ibrahim e Franklin, per i quali navigare è imparare.
In effetti la navigazione in Internet può, a mio avviso, favorire lo sviluppo di abilità quali per esempio l’elaborazione di strategie (l’individuazione di percorsi)
per raggiungere l’obiettivo fissato. E questo non è forse il “problem solvingâ€, una delle competenze che noi insegnanti dovremmo far acquisire ai nostri alunni?
Penso quindi che internet non debba essere demonizzato, né considerato “off
limits†per i ragazzi. Così come nel “mondo reale†si corrono dei rischi che però spesso possono essere evitati o per lo meno affrontati consapevolmente, se inevitabili, cercando di ridurne al minimo gli effetti, anche nel mondo parallelo rappresentato da internet, “mondo nuovo†come taluni lo appellano, accade la stessa cosa.
Non possiamo impedire ai ragazzi di fare le loro esperienze e oggi, l’uso della rete, è diventata una di queste esperienze. Piuttosto abbiamo il dovere di informarli adeguatamente sui pericoli che potrebbero incontrare e suggerire loro tecniche per evitarli. Dovremmo inoltre cercare il più possibile di “affiancarli†nelle loro attività online per aiutarli, se necessario, a evitare o a gestire situazioni di rischio. Tuttavia talvolta correre dei rischi è lo “scotto†da pagare per avere altre opportunità .
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Sabato 06-02-2010 dalle ore 8:15 alle ore 9:15 il comitato ko.al.a si è riunito per la quarta volta. In questo incontro abbiamo approvato il verbale della riunione precedente; in seguito abbiamo stabilito gli ultima dettagli sulla giornata di sensibilizzazione che verrà fatta il 15 maggio 2010 alle ore 16:30.
È stato deciso che sarà scritta una lettera a Biagioni (SeVerA) per comunicargli quello che faremo in questa giornata, come ci aveva chiesto precedentemente.
Per quanto riguarda i questionari sulla raccolta differenziata destinati alle scuole elementari di Gorfigliano e Pieve San Lorenzo è stato deciso che si occuperanno di distribuirli e riprenderli una volta compilati Carlo e Gino. Sempre sulla giornata di sensibilizzazione è stato fatto il punto della situazione sulle relazioni ancora da svolgere e gli stend dei quali si occuperanno Beatrice e Elisa.
Giada ha fatto notare che la raccolta differenziata dei cassonetti nell’ atrio non funziona bene. Così è stato deciso che se i contenitori non saranno in ordine verrà estratta a sorte una classe, alla quale verranno tolti dei punti. Infine è sorto il problema che nella palestra i bagni non sono ben definiti, quindi non si sa bene quale sia quello dei maschi e quello delle femmine e questo crea problemi alle ragazze di seconda, così le collaboratrici scolastiche metteranno un cartellino sia nella porta del bagno femminile sia in quello maschile, in modo che i ragazzi non vadano più nel solito bagno delle ragazze. Da martedì 9 febbraio 2010 Giada e Alice inizieranno a fare il questionario telefonico nella pausa pomeridiana.
Inoltre è stato inviato in comune un fax di ringraziamento per il televisore e per l’autorizzazione a fare le telefonate del sondaggio. (continua…)
ICT e ICT nella didattica: generalitÃ
Le ICT ( Information and Communication Technology), ossia l’insieme delle tecnologie che consentono di elaborare e comunicare l’informazione attraverso mezzi digitali, si sono diffuse in tutto il globo in meno di due decenni, tra la metà degli anni Settanta (nascita dei primi personal computer) e la metà degli anni Novanta (esplosione di Internet), per arrivare ai giorni nostri col web 2.0.
Risultato: cambiamento radicale delle modalità di elaborazione, di diffusione e di comunicazione tra le persone.
Da questa “rivoluzione tecnologica†scaturisce la necessità di diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie e delle loro modalità d’uso, in modo che nessuno risulti escluso (significativa l’idea, dovuta a Nicholas Negroponte, di fornire anche i bambini dei cosiddetti “paesi poveri†di computers a basso costo). Tra i diritti delle persone bisognerà in futuro garantire il diritto di accesso alla comunicazione elettronica, affinché anche ai soggetti più svantaggiati sia consentita la possibilità di informarsi e comunicare.
Un buon inizio, in tal senso, si è avuto con l’introduzione nella didattica delle ICT che ha segnato un importante cambiamento e sicuramente ne produrrà di ulteriori. Penso, per esempio, alla progressiva introduzione nelle classi della LIM (Lavagna Multimediale Interattiva) che consente di gestire, grazie al suo schermo touch screen, con un semplice tocco, file di testo, immagini, suoni, video e la navigazione nel web; inoltre la possibilità di registrare tutto il flusso delle azioni che si realizzano sulla lavagna, di catturare schermate o fotogrammi e di rielaborarli, può fornire un valido punto di partenza per successive riflessioni e approfondimenti, rendendo sempre accessibile “il percorso†che non scompare al “suono della campanellaâ€. E’ inoltre favorita la documentazione didattica, un importante aspetto del lavoro degli insegnanti ma quasi sempre ignorato.
Il diverso approccio alla conoscenza che sicuramente sta influendo sugli stili cognitivi, da taluni è considerato solo artefice della diminuzione delle tradizionali abilità logiche, altri invece sostengono che potrà far comparire e affermare competenze diverse e più adatte ai “digital nativesâ€, abituati a comunicare prevalentemente con modalità multimediali. L’evoluzione della specie umana continua … secondo Win Veen ora saremmo giunti all’ “Homo zappiens†( neologismo formato dalle parole zapping e sapiens) che ricerca e impara secondo modalità nuove derivate dall’uso dei nuovi media.
E’ chiaro che a questi studenti non è più possibile proporre monotone attività tradizionali, ma modalità e strumenti di lavoro dovranno essere ripensati per adeguarsi ai nuovi stili cognitivi. Le ICT sono senz’altro un aiuto in questo senso, vista la possibilità che forniscono di trasformare la lezione da “lineare†(monotona-demotivante) a “multimediale†(interessante-motivante), con frequenti variazioni delle modalità e degli strumenti di lavoro e in grado di creare apprendimenti significativi.
Ma allora: “Le ICT favoriscono o no l’apprendimento?â€.
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Al sopravvenire – come afferma lo studioso, Walter Ong – di una nuova “tecnologia della parolaâ€, cambiano le modalità comunicative e, aggiungo io, le modalità d’accesso alla conoscenza.
Questo cambiamento è destinato a riflettersi sui processi d’insegnamento e apprendimento. Ciò sta avvenendo in relazione alle nuove tecnologie (new media) ed è avvenuto in passato con i vecchi media.
Il XX secolo si può considerare il secolo della comunicazione di massa, ossia una comunicazione rivolta contemporaneamente e in modo indifferenziato ad una moltitudine di persone (one-to-many). L’avvento dei mass media ha favorito una più rapida e “globale†diffusione delle conoscenze, creando tuttavia un sovraccarico informativo che può disorientare e che rende necessaria un’attenta verifica delle fonti.
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di Romei Brian
Giovedì 21 Gennaio io, i miei compagni e le due terze di Piazza al Serchio siamo andati in gita a “ Nonantola †in provincia di Modena.
Li abbiamo visitato: “ Villa Emma e l’ Abbazia â€.
Siamo partiti da Gramolazzo verso le 6:45 per percorrere un viaggio di circa quattro ore; siamo arrivati intorno alle 10:30 e abbiamo ricevuto una buona accoglienza.
Appena ci ha visti, la nostra guida ci ha accompagnato

a “ Villa Emma †dove gli abitanti di Nonantola, durante la 2° guerra mondiale, hanno nascosto più di 100 ebrei per proteggerli dai tedeschi.

La guida ci ha detto che i bambini ebrei arrivarono a Nonantola il 17 giugno del 1942 e che vissero in quella casa fino al 16 Ottobre del 1943, in condizioni di vita modeste ma tutto sommato molto buone.

Ci ha anche parlato delle ragazze chiamate “ Mondine †che nei mesi estivi andavano nei campi a prelevare il riso dal terreno per un misero pezzo di pane.
Infine ci ha mostrato alcune foto dei sopravvissuti che oggi sono dispersi in tutto il mondo e ci ha fatto vedere delle medaglie consegnate ad alcuni abitanti per il coraggio dimostrato.
Per ultimo, ma non meno importante, una signora ci ha portato nell’ “Abbazia †e ci ha detto che proprio in quella chiesa gli ebrei furono nascosti dai preti e dalle suore anche a costo della vita e questo è molto bello.

Secondo me questa gita è stata molto istruttiva anche se devo riconoscere che a parte il cibo, il viaggio è stata la cosa più bella ed interessante.

(continua…)