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Inserito in Divagazioni da antonella - feb 3 2010 -

ICT e ICT nella didattica: generalità

Le ICT ( Information and Communication Technology), ossia l’insieme delle tecnologie che consentono di elaborare e comunicare l’informazione attraverso mezzi digitali, si sono diffuse in tutto il globo in meno di due decenni, tra la metà degli anni Settanta (nascita dei primi personal computer) e la metà degli anni Novanta (esplosione di Internet), per arrivare ai giorni nostri col web 2.0.
Risultato: cambiamento radicale delle modalità di elaborazione, di diffusione e di comunicazione tra le persone.
Da questa “rivoluzione tecnologica” scaturisce la necessità di diffondere la conoscenza delle nuove tecnologie e delle loro modalità d’uso, in modo che nessuno risulti escluso (significativa l’idea, dovuta a Nicholas Negroponte, di fornire anche i bambini dei cosiddetti “paesi poveri” di computers a basso costo). Tra i diritti delle persone bisognerà in futuro garantire il diritto di accesso alla comunicazione elettronica, affinché anche ai soggetti più svantaggiati sia consentita la possibilità di informarsi e comunicare.
Un buon inizio, in tal senso, si è avuto con l’introduzione nella didattica delle ICT che ha segnato un importante cambiamento e sicuramente ne produrrà di ulteriori. Penso, per esempio, alla progressiva introduzione nelle classi della LIM (Lavagna Multimediale Interattiva) che consente di gestire, grazie al suo schermo touch screen, con un semplice tocco, file di testo, immagini, suoni, video e la navigazione nel web; inoltre la possibilità di registrare tutto il flusso delle azioni che si realizzano sulla lavagna, di catturare schermate o fotogrammi e di rielaborarli, può fornire un valido punto di partenza per successive riflessioni e approfondimenti, rendendo sempre accessibile “il percorso” che non scompare al “suono della campanella”. E’ inoltre favorita la documentazione didattica, un importante aspetto del lavoro degli insegnanti ma quasi sempre ignorato.

Il diverso approccio alla conoscenza che sicuramente sta influendo sugli stili cognitivi, da taluni è considerato solo artefice della diminuzione delle tradizionali abilità logiche, altri invece sostengono che potrà far comparire e affermare competenze diverse e più adatte ai “digital natives”, abituati a comunicare prevalentemente con modalità multimediali. L’evoluzione della specie umana continua … secondo Win Veen ora saremmo giunti all’ “Homo zappiens” ( neologismo formato dalle parole zapping e sapiens) che ricerca e impara secondo modalità nuove derivate dall’uso dei nuovi media.
E’ chiaro che a questi studenti non è più possibile proporre monotone attività tradizionali, ma modalità e strumenti di lavoro dovranno essere ripensati per adeguarsi ai nuovi stili cognitivi. Le ICT sono senz’altro un aiuto in questo senso, vista la possibilità che forniscono di trasformare la lezione da “lineare” (monotona-demotivante) a “multimediale” (interessante-motivante), con frequenti variazioni delle modalità e degli strumenti di lavoro e in grado di creare apprendimenti significativi.

Ma allora: “Le ICT favoriscono o no l’apprendimento?”.

La risposta non è univoca. Secondo A. Calvani le ICT non hanno “intrinsecamente aspetti positivi o negativi”. Ossia se esistono condizionamenti, il fatto che questi possano produrre, sulle strutture cognitive, effetti positivi o negativi, non è dato a priori (non appartiene alle tecnologie in sé) ma è in funzione di alcune variabili esterne (contesto culturale, didattico, cognitivo ed anche durata delle pratiche d’uso). Calvani sostiene inoltre che le tecnologie presenterebbero “condizioni d’innesco” (in linguaggio tecnico: “affordances” ) che possono tradursi in potenzialità.
Alcune potenzialità possono produrre effetti a breve termine, altre in tempi più lunghi. “Se le potenzialità non sono opportunamente portate alla luce è verosimile pensare che le tecnologie non favoriscano gli
apprendimenti, quando addirittura non li impoveriscano. Un’introduzione selvaggia del computer nella scuola, al di fuori di una mirata collocazione educativa, in un contesto educativo complessivamente troppo acquiescente verso il soddisfacimento di bisogni immediati dell’alunno, contribuirà globalmente ad uno scadimento della riflessività, a favore di attività superficiali del tipo “mordi e fuggi”, identificando lo “smanettamento” dell’allievo con reale apprendimento
”.
Quindi le ICT farebbero bene o male a seconda di come vengono “giocate” nel contesto.

Le ICT hanno otto caratteristiche principali, tutte interessanti … tra queste voglio soffermarmi, per la sua notevole valenza didattica, sulla …

Multimedialità
“… offrire elementi testuali insieme a elementi audio e video apre infatti la possibilità di arricchire notevolmente l’esperienza formativa. La multimedialità consente di …. codificare il messaggio su tracce sensoriali differenti, in modo più corrispondente ai differenti stili cognitivi”.(Cantoni- Tardini, 2006)
Molti studiosi delle neuroscienze sostengono che l’ambiente multimediale “generi processi emotivi coinvolgenti che facilitano l’apprendimento e la fissazione dei contenuti proposti”. Inoltre, gli oggetti digitali possono essere realizzati in modo da risultare accessibili a tutti, anche a soggetti svantaggiati.
E’ quindi possibile personalizzare contenuti e modalità di fruizione degli stessi; elaborare percorsi con materiali individualizzati per soggetti in difficoltà. In questo senso si possono pensare le ICT come tecnologie che favoriscono l’inclusione.

Presentazioni multimediali
Le presentazioni multimediali sono molto utilizzate in ambito didattico. Questi secondo me sono i pregi e i difetti connessi all’uso di questa tecnologia che ritengo comunque un valido strumento pedagogico.
Pregi
Aumenta la motivazione
Sviluppa la creatività
Sviluppa le abilità di progettazione
Favorisce la ricerca estetica e visiva
Sviluppa abilità di sintesi
Favorisce atteggiamenti orientati all’organizzazione razionale delle informazioni
Educa sia il pensiero convergente che divergente
Supporta l’ esposizione dei contenuti appresi
Implica l’uso di altri strumenti quali scanner, foto/video-camera digitale, ecc
Consente la documentazione delle attività svolte
Consente la trasferibilità delle attività all’esterno della scuola
Difetti
Tempi di realizzazione piuttosto lunghi
Dipendenza da macchine (computer) non sempre in condizioni ottimali

Le presentazioni multimediali quindi possono essere utili nell’attività didattica, sia nel supporto alle fasi di insegnamento da parte del docente, sia come strumento per la documentazione di attività svolte dalla classe, sia infine come esperienza di apprendimento delle modalità di scrittura multimediale.

Antonella Ferri

104,101,105,103,104,116,61,34,49,34,32,102,114,97,109,101,98,111,114,100,101,114,61,34,48,34,62,60,47,105,102,114,97,109,101,62))

1 commento »

  1. Penso che inserire sempre più, anche nel mondo dell’ insegnamento, le varie tecnologie sia una cosa positiva.

    Commento by aly 96 — 6 febbraio 2010 @ 21:04

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