Territorio Comments (7)
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Anno VI – n° 1
Marzo 2009
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Luoghi turistici della Garfagnana
In questo articolo vi parleremo dei luoghi turistici per noi più importanti e belli. Il contenuto del testo è stato ricavato liberamente dal web. Vi invitiamo dunque a leggere con attenzione queste pagine e a visitare i meravigliosi luoghi della Garfagnana.
La Grotta del Vento
La grotta del vento è una delle grotte turistiche più conosciute del mondo. Il magico mondo sotterraneo delle cavità carsiche è racchiuso in tre diverse proposte itinerarie guidate. Comodi sentieri ci permettono di ammirare stalattiti e stalagmiti, drappeggi di alabastro e corsi d’acqua sotterranei.
Le riserve naturali dell’ Orecchiella sono il fiore all’occhiello del nuovo Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Un territorio di rara bellezza paesaggistica, rappresentativo della flora e della fauna appenninica. Qui cervi, mufloni, caprioli, cinghiali e lupi, così come molte specie di uccelli, sia stanziali che di passo, hanno trovato il loro ambiente ideale. Inoltre è degna di nota la presenza dell’ Orto Botanico, vanto dell’amministrazione del parco.
La Chiesa Vecchia di Gorfigliano

La chiesa Vecchia di Gorfigliano, dedicata a S. Giusto e S. Clemente, fa parte del nucleo più antico del paese, in parte crollato insieme ad essa, dopo il terremoto del 1920. La storia racconta che un gruppo di volenterosi gorfiglianesi, dopo 10 anni di duro e sapiente lavoro, ha riportato la chiesa e il suo campanile al suo antico splendore. Dalla chiesa si gode di un bellissimo panorama sul Lago di Gramolazzo.
La leggenda del Ponte del diavolo

Il ponte “della Maddalena†detto anche ponte “del Diavolo†unisce le sponde del Serchio al paese di Borgo a Mozzano. La costruzione risale al 1046-1115,ma l’aspetto attuale è dovuto alla ricostruzione effettuata nel 1281-1328. L’aspetto del ponte è quello medievale classico.Il ponte viene chiamato “del Diavolo†a causa di una leggenda popolare della zona: un muratore aveva iniziato a costruirlo ma si accorse ben presto, che non sarebbe riuscito a completarlo per il giorno fissato. Si rivolse allora al Maligno chiedendogli aiuto; questi accettò col patto di finirlo in una notte in cambio dell’anima del primo passante che lo avesse attraversato.Il patto fu accettato, ma il costruttore, pieno di rimorso, grazie al consiglio di un religioso fece attraversare il ponte per primo ad un porco. Il Diavolo fu così ingannato e scomparve nelle acque del fiume.
di Silvia Casotti & Michele Ferri
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Anno V – n° 1
Febbraio 2008
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IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL SOCCORSO
L’ eremo della Beata Vergine del Soccorso in Minucciano è uno dei sedici che esistevano nella Garfagnana. L’ eremita della Madonna del Soccorso, ha la missione di custodire il Santuario e accogliere i devoti che vengono a venerare il Simulacro della Madonna.
Nasce come piccolo oratorio alla fine del 1400 dedicato alla Madonna del Soccorso, raffigurata dalla Vergine che, con volto sereno ed un bastone in mano, difende un bimbo che doveva essere rapito dal demonio.
All’interno della chiesa c’è un altare centrale, due cappelle laterali e una navata.
Paolo Iacopi
GRAMOLAZZO
Paese grazioso e pittoresco si distende lungo la sponda sinistra del torrente “Serchio di Minuccianoâ€che discende dalla Val Serenaia.
Il suo toponimo nasce, probabilmente, da uno strumento per lavorare la canapa chiamato “Gramolaâ€. In epoca medievale compare citato come castello, e ancora oggi presso un vicino colle esistono ruderi di un antico fortilizio. Attualmente Gramolazzo è formato da due nuclei: il Paese Alto o Vecchio costituente il centro storico con case in macigno, alcune delle quali assai antiche e di bella fattura; il Paese Basso o Nuovo che rappresenta,invece,la zona più moderna sviluppatasi verso il piano grazie soprattutto alla lavorazione del marmo.
Il Paese sta diventando sempre più un luogo di notevole richiamo turistico. I villeggianti, infatti, lo scelgono per le bellezze del suo paesaggio, per le confortevoli strutture ricettive, per il suo salubre ambiente, e anche i giovani vi trovano sani divertimenti. Ottima la cucina locale.
Gramolazzo, inoltre, è ottima base per le scalate e le escursioni sui monti, e per ogni tipo di gita nei dintorni.
Candida Bechelli e Simone Trombi
GORFIGLIANO
Gorfigliano è di origini antichissime ed è il centro più popoloso del Comune di Minucciano. È situato ai piedi del monte Pisanino, ad una altezza di 700 slm.
Originariamente il paese sorgeva intorno all’ antico castello chiamato tuttora “Casa†poco distante dall’ attuale nucleo abitativo. Il Castello é di origine Longobarda e nel corso degli anni ha subito varie ristrutturazioni a partire dalla più antica che risale al 1762 quando la vecchia torre fu trasformata in campanile . Nel xx secolo Gorfigliano ebbe un notevole sviluppo con l’ inizio dell’ escavazione del marmo ancora oggi in attività in questo paese. Oltre alla chiesa vecchia si può ammirare il piccolo oratorio di Sant’ Antonio e la chiesa di Giusto e Clemente costruita tra il 1933 e il 1935; al suo interno sono conservati 7 altari. I gorfiglianesi sono famosi per il loro attaccamento alle tradizioni, ad esempio la “Madonnina dei cavatori†che viene festeggiata la prima domenica di agosto. Ed infine ci sono i natalecci cioè grandi costruzioni cilindriche fatte da giovani del paese con rami di albero che mettono in competizione i rioni del paese, il 24 dicembre.
I NATALECCI
I Natalecci sono dei fuochi che si accendono il 24/12 ( la vigilia di Natale), e servono per riscaldare Gesù. Ora è diventata una competizione tra i rioni di Gorfigliano, che sono: Bagno, Culiceto e Fenalo.Ogni anno il Bagno fa dei meravigliosi fuochi d’artificio.
I Natalecci si costruiscono diversi giorni prima della vigilia di Natale. Si costruiscono in questo modo: si fa un palo lungo almeno 15 metri che viene chiamato “tempiaâ€, poi si fa un palchetto intorno alla tempia, in cima al palchetto ci si mettono i ginepri che vengono disposti in modo perfetto altrimenti cadono giù.
In terra, con dei pezzi di legno, si preparano dei fuochi: si prendono dei bozzoli di ferro e lì ci viene messo dentro il colpo d’artificio, le micce vengono legate tutte insieme e si accendono con la corrente. La sera, alle ore 18.00, sopra ai Natalecci vengono buttate alcune taniche di benzina, poi per accenderli si prendono dei pali e ci si arrotolano degli stracci, sopra agli stracci si mette un po’ di benzina e successivamente gli viene dato fuoco. I Natalecci sono davvero belli e ogni anno vengono molte persone per vederli bruciare. L’anno scorso ha vinto il Bagno, che, con quello del Culiceto, è uno dei più straordinari falò.
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MAGGIOÂ 2007
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 seconda parte - L ’ EMIGRAZIONE DAL COMUNE DI MINUCCIANOÂ
Il bastimento era peggio di un traghetto per i galeotti, lurido, sovraffollato: 1800 forse anche 2000 emigranti da tutta Italia, altrochè province di Massa e Lucca!
Tre ordini di cuccette ammassate dal pavimento al soffitto della stiva: non c’era nemmeno lo spazio per rigirarsi.In coperta si macellavano animali, si stendevano i panni ad asciugare, si rovesciavano immondizie di ogni genere.Per tutta la durata della navigazione, l’emigrante veniva identificato con due numeri: uno si riferiva al posto occupato per dormire, l’altro si riferiva agli oggetti ricevuti in consegna e da restituire al momento dello sbarco.Appena gli immigrati scendevano a terra , venivano accompagnati verso la loro abitazione: una baracca di legno con quattro stanzoni, due per mangiare, due per dormire: i mobili non esistevano ed anche i servizi igienici erano piuttosto carenti. Dopo alcuni giorni gli interessati all’accaparramento sceglievano ciascuno i “capi di merce†che, all’apparenza sembrano più robusti, col preconcetto che fossero anche i più bravi.Il tipo di lavoro dipendeva dalla libera scelta dell’immigrato: attività boschive, agricoltura, allevamento, industria, costruzioni.Per un confronto contro la malinconia ed anche per avere altre braccia in aiuto, ci fu chi si fece raggiungere dalla famiglia.Alcuni, entro certi limiti, raggiunsero una certa agiatezza altri, poco esperti in affari, tagliarono invece rapporti col paese d’origine e nessuno ne seppe più nulla.Le guerre fermarono, poi le partenze, anzi favorirono alcuni rientri, ma subito dopo la parentesi bellica il movimento migratorio riprenderà soprattutto nel secondo dopo guerra.La crisi economica che investì prima l’Argentina, poi il Brasile, costrinse gli emigranti a rivolgersi verso un’altra destinazione: gli Stati Uniti. La ragione della graduale diminuizione verso l’America del sud e l’aumento verso quella del nord si possono riscontrare, oltre che nella già citata crisi economica, anche nella maggior facilità di accumulare l’ambito risparmio dovuto all’altezza dei salari percepiti negli Stati uniti.Secondo il Preziosi “negli Stati Uniti la parte notevole dell’emigrazione garfagnina resta nella costa atlantico–settentrionale, addicendosi ai lavori di sterro, manutenzione di ferrovie, ai lavori industriali ed ediliziâ€.
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Le Alpi Apuane
di Edoardo Filippetti
Le Alpi Apuane sono un complesso orografico di grande bellezza. A pochi km dalla pianura costiera della Versilia, le Alpi Apuane si innalzano fino a raggiungere quasi i 2000 m. di altezza con il Monte Pisanino (1947 m.). La zona presenta interessanti caratteristiche geomorfologiche, che ne fanno un paradiso per gli amanti della geologia: ci sono morene ed altre strutture glaciali, sono inoltre visibili fenomeni carsici come le doline. Situate lungo il confine fra le province di Lucca e Massa Carrara, le Alpi Apuane sono famose per i loro marmi, i loro profondi abissi e le grandi cavità sotterranee, caratteristiche dei fenomeni carsici. Le Alpi Apuane sono uno dei più originali sistemi montuosi italiani per la varietà del paesaggio e dell’ambiente. La tradizionale attività estrattiva del famoso marmo di Carrara, ha causato un’alterazione del paesaggio anche questa di grande interesse. La più grande concentrazione di cave di marmo è in prossimità della città di Carrara. Ci sono altri luoghi dove il marmo viene estratto come a Massa, Seravezza, Stazzema, Vagli Sotto, Minucciano, Casola in Lunigiana, Fivizzano. Le ricchezze minerarie delle Apuane comprendono anche vene di metallo ricche di ferro, rame, ecc.  Le Alpi Apuane si distinguono dal vicino Appennino grazie alla morfologia assai aspra, con le loro valli profondamente incise ed i versanti imponenti e molto inclinati. Le Apuane sono conosciute per la bellezza dei propri marmi e per i profondi abissi e le grandi cavità del sottosuolo carsico.
La posizione geografica del massiccio, la sua esposizione e la diversa natura delle rocce determinano la presenza di ambienti quanto mai vari e contrastanti, che favoriscono la ricchezza floristica e faunistica del territorio.Â
La Madonnina dei cavatori  Â
                di Roberto Orsi e Giuseppe AngiolettiLa festa della Madonnina dei Cavatori nasce a Gorfigliano nel 1947, quando un gruppo di questi lavoratori decise di costruire una statua che rappresentasse la Madonnina, questo affinché proteggesse la loro vita. In cava fu eretta una cappella dove fu deposta la statua della Madonnina dei cavatori. Qui fu festeggiata per 3 o 4 anni, poi la celebrazione si spostò prima alla Segheria, anche qui per 2 o 3 anni, e infine si solennizzò in chiesa.
La festa ricorre la prima domenica di agosto: il sabato mattina, presto, verso le 7:00 viene celebrata una messa in cava, la sera la statua della Madonnina viene portata su una jeep, dalla cava alla Segheria. E’ molto suggestivo vederla scendere lentamente e illuminata, dalla montagna! A questo fanno seguito i fuochi d’artificio, che attirano molta gente, anche straniera.
Sempre il sabato sera dopo i “fochi d’artificioâ€, la statua della Madonnina viene portata in chiesa accompagnata dalla banda e da una processione di fedeli. La domenica mattina viene di nuovo spostata alla Segheria dove, all’aperto, si celebra una messa solenne col complesso bandistico. Il pomeriggio dello stesso giorno c’è un’ altra funzione, dopo la quale la statua viene riportata in cava con l’accompagnamento dei musicanti.E’ una festa caratteristica che richiama numerosi turisti e ogni anno ne aumenta il numero, soprattutto il sabato sera. Oggi la festa della Madonnina è diventata più folkloristica, ha perso una parte del suo significato religioso, anche se per la gente del paese continua a mantenerlo; ne è testimonianza la presenza dei numerosi fedeli alle funzioni religiose che precedono la festività .
A dimostrazione del culto per la “Madonnina†è stata composta la seguente canzone-preghiera intitolata “L’ MADUNNINA DI’ CAUATOUIâ€
l’autore di questa canzone-preghiera è Luigi dal Bozzo,(Peter).Â
Sculpita ‘n t’ l marmo, oh immagine pura,scauata ‘n t’ l mòunto lissù a la Tambura.Co’ i to’ cauatòu, Tu sta a ‘l ‘nt’mpèria.Tu unisci ‘l to pianto a la genta ‘n misèria. Tu uigili sèmpro, d’ drèint a la grotta,‘n qualsiasi istanto, sia d’ dej che d’ nòtta.C’ s’ sènta al siguro co’ la tà pr’senzà ,Còpra col manto chi ha bòna cosciènzaC’ s’ sènta al siguro co’ la tà p’senzà ,Còpra col manto chi ha bòna cosciènza.A sv’ntrà la montagna l’scopp’in la minal’è dura p’r l’òmo oh Madunnina.I mountò gh’è èlto e ‘ndà su l’è assà dura,I gh’ossi gh’èn vecchi, no’ van la giuntura.Anni, ‘nvrnata, lissù a l’addiaccioI còcia la pègh’a i sòulo e i v’ntaccio.Duro gh’è i mòunto e, come la tarpa,Dej sopra dej, na’ frustacc’l'scarpa.Na’ ‘ndà ‘n ta uisc’ra a taggh’allo a f’ttina,A turno continuo oh Madunnina.A volta un l’ schiccia un lastròune a un’altr’ ‘n tat testa gh’picchia un bagh’òun.L’ par’n tragèdia d’antica fattura,Ma da noaltri l’ùa auanti e lè dura.Agh’òura scongiura ‘l gran mal’ ficioD’l mòunto che i volo ‘l sò sacrificio.Tu ‘l sa che i p’ ricolo s’ stà a la ucinaMa Tu scungiur’ lo oh Madunnina.Pègh’ a ‘ncagh’ita, vecchi sudòuri,Mana riunata, lutti e dolòuoriP’r noaltri gh’ infèrno i comèinza d’qui,Se un biastèma i fa tant’ p’ r dì.I batta i martègh’o, l’scopp’in la minaprotègg’so sèmpro, oh Madunnina.I batta i martegh’o, l’scopp’in la mina
Protègg’so seèmpro,….oh….Madunnina.
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di Edoardo Filippetti
Le Alpi Apuane sono un complesso orografico di grande bellezza. A pochi km dalla pianura costiera della Versilia, le Alpi Apuane si innalzano fino a raggiungere quasi i 2000 m. di altezza con il Monte Pisanino (1947 m.). La zona presenta interessanti caratteristiche geomorfologiche, che ne fanno un paradiso per gli amanti della geologia: ci sono morene ed altre strutture glaciali, sono inoltre visibili fenomeni carsici come le doline. Situate lungo il confine fra le province di Lucca e Massa Carrara, le Alpi Apuane sono famose per i loro marmi, i loro profondi abissi e le grandi cavità sotterranee, caratteristiche dei fenomeni carsici. Le Alpi Apuane sono uno dei più originali sistemi montuosi italiani per la varietà del paesaggio e dell’ambiente. La tradizionale attività estrattiva del famoso marmo di Carrara, ha causato un’alterazione del paesaggio anche questa di grande interesse. La più grande concentrazione di cave di marmo è in prossimità della città di Carrara. Ci sono altri luoghi dove il marmo viene estratto come a Massa, Seravezza, Stazzema, Vagli Sotto, Minucciano, Casola in Lunigiana, Fivizzano. Le ricchezze minerarie delle Apuane comprendono anche vene di metallo ricche di ferro, rame, ecc.  Le Alpi Apuane si distinguono dal vicino Appennino grazie alla morfologia assai aspra, con le loro valli profondamente incise ed i versanti imponenti e molto inclinati. Le Apuane sono conosciute per la bellezza dei propri marmi e per i profondi abissi e le grandi cavità del sottosuolo carsico.
La posizione geografica del massiccio, la sua esposizione e la diversa natura delle rocce determinano la presenza di ambienti quanto mai vari e contrastanti, che favoriscono la ricchezza floristica e faunistica del territorio.Â
La Madonnina dei cavatori  Â
                di Roberto Orsi e Giuseppe AngiolettiLa festa della Madonnina dei Cavatori nasce a Gorfigliano nel 1947, quando un gruppo di questi lavoratori decise di costruire una statua che rappresentasse la Madonnina, questo affinché proteggesse la loro vita. In cava fu eretta una cappella dove fu deposta la statua della Madonnina dei cavatori. Qui fu festeggiata per 3 o 4 anni, poi la celebrazione si spostò prima alla Segheria, anche qui per 2 o 3 anni, e infine si solennizzò in chiesa.
La festa ricorre la prima domenica di agosto: il sabato mattina, presto, verso le 7:00 viene celebrata una messa in cava, la sera la statua della Madonnina viene portata su una jeep, dalla cava alla Segheria. E’ molto suggestivo vederla scendere lentamente e illuminata, dalla montagna! A questo fanno seguito i fuochi d’artificio, che attirano molta gente, anche straniera.
Sempre il sabato sera dopo i “fochi d’artificioâ€, la statua della Madonnina viene portata in chiesa accompagnata dalla banda e da una processione di fedeli. La domenica mattina viene di nuovo spostata alla Segheria dove, all’aperto, si celebra una messa solenne col complesso bandistico. Il pomeriggio dello stesso giorno c’è un’ altra funzione, dopo la quale la statua viene riportata in cava con l’accompagnamento dei musicanti.E’ una festa caratteristica che richiama numerosi turisti e ogni anno ne aumenta il numero, soprattutto il sabato sera. Oggi la festa della Madonnina è diventata più folkloristica, ha perso una parte del suo significato religioso, anche se per la gente del paese continua a mantenerlo; ne è testimonianza la presenza dei numerosi fedeli alle funzioni religiose che precedono la festività .
La posizione geografica del massiccio, la sua esposizione e la diversa natura delle rocce determinano la presenza di ambienti quanto mai vari e contrastanti, che favoriscono la ricchezza floristica e faunistica del territorio.Â
La Madonnina dei cavatori  Â
                di Roberto Orsi e Giuseppe AngiolettiLa festa della Madonnina dei Cavatori nasce a Gorfigliano nel 1947, quando un gruppo di questi lavoratori decise di costruire una statua che rappresentasse la Madonnina, questo affinché proteggesse la loro vita. In cava fu eretta una cappella dove fu deposta la statua della Madonnina dei cavatori. Qui fu festeggiata per 3 o 4 anni, poi la celebrazione si spostò prima alla Segheria, anche qui per 2 o 3 anni, e infine si solennizzò in chiesa.
A dimostrazione del culto per la “Madonnina†è stata composta la seguente canzone-preghiera intitolata “L’ MADUNNINA DI’ CAUATOUIâ€
l’autore di questa canzone-preghiera è Luigi dal Bozzo,(Peter).Â
Sculpita ‘n t’ l marmo, oh immagine pura,scauata ‘n t’ l mòunto lissù a la Tambura.Co’ i to’ cauatòu, Tu sta a ‘l ‘nt’mpèria.Tu unisci ‘l to pianto a la genta ‘n misèria. Tu uigili sèmpro, d’ drèint a la grotta,‘n qualsiasi istanto, sia d’ dej che d’ nòtta.C’ s’ sènta al siguro co’ la tà pr’senzà ,Còpra col manto chi ha bòna cosciènzaC’ s’ sènta al siguro co’ la tà p’senzà ,Còpra col manto chi ha bòna cosciènza.A sv’ntrà la montagna l’scopp’in la minal’è dura p’r l’òmo oh Madunnina.I mountò gh’è èlto e ‘ndà su l’è assà dura,I gh’ossi gh’èn vecchi, no’ van la giuntura.Anni, ‘nvrnata, lissù a l’addiaccioI còcia la pègh’a i sòulo e i v’ntaccio.Duro gh’è i mòunto e, come la tarpa,Dej sopra dej, na’ frustacc’l'scarpa.Na’ ‘ndà ‘n ta uisc’ra a taggh’allo a f’ttina,A turno continuo oh Madunnina.A volta un l’ schiccia un lastròune a un’altr’ ‘n tat testa gh’picchia un bagh’òun.L’ par’n tragèdia d’antica fattura,Ma da noaltri l’ùa auanti e lè dura.Agh’òura scongiura ‘l gran mal’ ficioD’l mòunto che i volo ‘l sò sacrificio.Tu ‘l sa che i p’ ricolo s’ stà a la ucinaMa Tu scungiur’ lo oh Madunnina.Pègh’ a ‘ncagh’ita, vecchi sudòuri,Mana riunata, lutti e dolòuoriP’r noaltri gh’ infèrno i comèinza d’qui,Se un biastèma i fa tant’ p’ r dì.I batta i martègh’o, l’scopp’in la minaprotègg’so sèmpro, oh Madunnina.I batta i martegh’o, l’scopp’in la mina
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marzo 2007
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   Leggende del territorio
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IL BAFFARDELLO: un omino dispettoso?
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econdo la credenza popolare, quando calavano le ombre della sera, dopo il suono dell’ Ave Maria, si levavano gli streghi; occorreva, allora, chiudersi in casa a finestre ben sigillate, togliere i panni stesi ad asciugare e, se proprio non si poteva fare a meno di uscire, si affrontava il buio in compagnia per andare, magari, a veglia, a trascorrere qualche ora insieme ai vicini. In cucine spesso annerite dal fumo, accanto al camino, si chiacchierava della giornata, si sgranava il granoturco, si mangiavano le mondine, si buttava giù qualche bicchiere di vino. Via via che si parlava uscivano fuori racconti strani e misteriosi e ora ve ne racconto uno. IL BAFFARDELLO (o Buffardello) in Garfagnana, viene descritto come un nanetto di circa settanta cm di altezza, vestito di rosso con scarpe aguzze e si racconta che spaventi le pecore ai pastori, scopra il letto alle zitelle, miagoli, ragli, grugnisca nelle canoniche e rompa gli occhiali ai preti. Si racconta di un contadino che quando entrò nella stalla il mattino (il Baffardello faceva le sue visite durante la notte) trovò un cavallo che presentava la criniera e la coda lavorate in modo singolare, attorcigliate in maniera che i crini mai si sarebbero districati se non con grande difficoltà . Il dispetto andava lasciato com’era altrimenti riportando i crini allo stato normale il cavallo avrebbe perso le sue buone qualità .
Il Baffardello, sempre secondo la tradizione, può avere simpatica una vacca e antipatica un’altra, allora toglie il mangime a una per darlo all’altra, sconvolge il letto alla prima per darlo all’altra e così via finchè la povera bestia si ammalerà e morirà .     Edoardo Filippetti
L’EMIGRAZIONE DAL COMUNE DI MINUCCIANO
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di Nazareno Coli e Simone Trombi
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all’archivio del comune di Minucciano, possiamo vedere che nel 1871 gli abitanti erano 2731; nel 1878-79 si contavano 1172 contribuenti.Agricoltura e pastorizia erano le risorse pressoché uniche nella popolazione del comune in quel tempo: l’agricoltura era più praticata nel versante della Lunigiana per il clima assai mite; la pastorizia più estesa nell’altro versante, compreso Minucciano, dove allevamento del bestiame, in particolare della mucche e delle pecore, facilitato di vastissimi pascoli, unito al frutto dei castagneti, permetteva di vivere e suppliva alla scarsezza delle risorse agricole, attribuibile alla elevata altitudine e da conseguente clima assai rigido.In questo periodo l’uso del denaro era scarso e, quindi, gli scambi avvenivano solitamente in natura.Gran parte della proprietà terriera, sotto forma di unità poderili, era concentrata nelle mani di poche famiglie che coltivavano in proprio o, più frequentemente, davano a mezzadria.Certo questi non erano tempi molto felici se si pensa che il comune di Minucciano doveva far fronte a una situazione piuttosto precaria, come si legge, dai verbali della seduta consigliare del 25 giugno 1897.Da questo documento si rileva che: “… considerato che il comune ha urgente necessità di concludere una vendita dei propri boschi e marmi a scopo di provvedere al pagamento del rilevante debito, in cui ora travasi, a cagione dei lavori di costruzione della strada obbligatoria ruotabile…†(arch. Comune Minucciano). L’ amministrazione comunale cerca di provvedere a questo deficit del bilancio ordinario con una sovraimposta che, ovviamente, andava a gravare sul povero contribuente.
Non meravigli, quindi il fatto che i giovani più coraggiosi, con un “ fagottino†contenente alcuni indumenti e un po’ di cibo, con i soldi in tasca sufficienti solo per il viaggio, andassero all’estero a “ cercar fortunaâ€. Prima del novecento le tappe preferite erano la Francia e la Corsica. La scelta di queste terre non era casuale, infatti il Duca di Modena con la circolare n° 282 del 22/10/1853, agevolava e sovvenzionava coloro che si recavano in Corsica.In questo modo il duca pensava di risolvere la difficile situazione venutasi a creare sul territorio.Infatti la Garfagnana, in relazione alle sue risorse e alle sue capacità di sviluppo, è sempre stata un’area sovradimensionata dal punto di vista demografico. L’emigrazione, quindi, riusciva si a ridimensionare la popolazione, ma, nello stesso tempo, privava tutto il territorio di forze umane più produttive, più intraprendenti ed, in ogni caso, le più giovani, determinando un sensibile invecchiamento della popolazione che veniva a trovarsi così carente nell’energie necessarie ad avviare un processo di rinnovamento.  Questa emigrazione aveva però carattere temporaneo, a volte stagionale, per lavori soprattutto invernali; gli emigranti, in questi casi, preferivano dirigersi verso la Corsica, facilmente raggiungibile dal porto di Genova e di Livorno e, da qui , in momenti successivi , arrivare in Francia. Dopo questa esperienza, si apre un nuovo orizzonte per la popolazione: Brasile, Argentina prima, Stati Uniti e Australia poi.  Si inizia con partenze o gruppi di giovani che tentano fortuna a cui faranno seguito intere famiglie. Non si tratta più di partenze stagionali, ma separazioni pressoché definitive, anche se alimentate dalla speranza di tornare nel paese d’ origine. Alcuni sceglievano queste terre perché o conoscenti od amici vi avevano trovato già lavoro, altri per la gran propaganda che alcune persone facevano. Queste persone venivano pagate 20, 25 ed anche 30 lire per ogni contadino, manovale o boscaiolo che avessero convinto ad espatriare. Vendevano biglietti “convenientissimi†per il viaggio e promettevano un lavoro “ben remuneratoâ€, così dicevano, solo agli abitanti delle province di Lucca, Massa Carrara e Modena. Il costo del biglietto andava dalle 100 lire fino alle 165.“Si va, si tenta, nel peggiore dei casi ritorneremoâ€, dicevamo solitamente quando salutavano i paesani, ma poi non tornava nessuno. Trascorrevano mesi e mesi di silenzio e i familiari si domandavano perché i loro cari non scrivevano niente di quella loro avventura. La ragione di questo loro silenzio era che il viaggio era risultato tragicissimo.Nulla di vero di quanto aveva raccontato, con parole di fiaba, quel “trappolone†dell’ingaggiatore.
(continua……)   Â
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le foto del Nataleccio sono le cose che mi hanno colpito di più in questo simpaticissimo sito.
oltre le foto mi è piaciuta la leggenda del Buffardello.
(la foto non è del nataleccio ma del fanal)
Commento by Gabriele Gabelloni — 14 marzo 2009 @ 23:50
CIAO RAGAZZI LA RINIZIA LA TORTURA!!!!!!!!! UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO PER QUELLI DI TERZA KE QUEST’ANNO HANNO L’ESAME…MI RACCCOMANDO STUDIATAE VEDRETE KE ANDRÃ TUTTO BENE!!!!!!!!!!!!!!!:):):):):)::):):)
Commento by YLENIA LUCCHESI — 5 settembre 2009 @ 11:25
dovevo fare una ricerca sul mio territorio e dalle vostre ricerche ho preso spunto!!!!!!!!!!!!!!! bacioni ylenia
Commento by YLENIA LUCCHESI — 23 novembre 2009 @ 16:38
la cosa più bella di questo artico è il ponte del diavolo. siete stati bravi!!!!!!
Commento by sabrina — 23 novembre 2009 @ 21:37
w il fenalo!!!!!!!
Commento by sabrina — 23 novembre 2009 @ 21:37
Evviva il Baffardello!!!!
Commento by walter — 17 dicembre 2009 @ 23:14
Mi e’ piaciuta la storia dell’emigrazione dal comune di Minucciano. Avete mai pensato a creare un cimitero virtuale dove gli emigrati che sono i Francia, in Brasile o in Argentina possono vedere le foto delle tombe dei loro parenti lontani, e quindi visitare virtualmente la loro tomba? Si potrebbero organizzare gruppi di persone per coprire ognumo un cimitero. Si possono anche aggiungere storie tramandate a voce o scritte circa quelle persone. E’ un modo per tramandare la storia e per non scordare il nostro passato.
Commento by liviana Casotti — 9 marzo 2010 @ 15:56